(Fonte: bulimicaemocional)
Quelle sere in cui vorresti solo qualcuno che ti consolasse, che ti stringesse così forte da farti quasi male.
Quelle sere in cui fai la conta degli errori, la conta degli addii e poi quella dei lividi, biascicando canzoni malinconiche.
Le sere in cui la rabbia, in cui le grida, in cui l’acqua salata.
Le sere in cui torni a rimpiazzare la fiducia con le paure. Quelle vecchie. Quelle solite. Quelle rassicuranti.
Quelle sere che “sto meglio da sola” fuori e “mi manca qualcuno” dentro.
Quelle in cui sei delicata, quelle in cui “se mi sfiori mi spezzo”.
Le sere in cui non sei abbastanza, neanche per te stessa. Figuriamoci per gli altri.
Le sere in cui vuoi essere lasciata fuori da sola, perchè dentro in compagnia non ci sai proprio stare. Fuori ad aspettare, fuori a non costruire, fuori a durare poco, fuori a rimettere la corazza. Chè fuori fa freddo, ma almeno non ci sono mostri. I mostri li lasciamo dentro, insieme alla dolcezza e alle maschere, all’amore e agli inganni, alla fiducia e alle delusioni.
Sono le sere in cui vorresti solo affondare il viso nell’incavo della spalla di qualcuno. E stare in silenzio.
Sono le sere in cui affondi il viso nel cuscino. E stai in silenzio.
E ti appoggi al muro fuori al freddo, ché l’ultima volta che ti sei appoggiata a qualcuno dentro, lui si è spostato, e tu sei caduta a terra in mezzo ai mostri.
Da qui
Quando ti ho chiesto un’altra possibilità non mi sono resa conto che ero io che te la stavo dando così da potermi ammazzare meglio.
Lo dici con gli occhi gonfi di chi non dorme da settimane, e vorrei che tu sapessi che il fatto che tu abbia trovato sempre persone che ti davano poco, non vuol dire che il “poco” sia la norma.
“Mi accontenterei…”
“Mi andrebbe già bene se…”
Certo, ti innamori e va bene tutto, ma guarda che non è vero, guarda che se uno ti dice che ti ama ti deve dare la luna e anche le stelle e anche tanti baci e anche tante notti a parlare di niente; e tanti sorrisi e tanti attimi perfetti.
Ho detto attimi, non una vita intera, ma almeno gli attimi pensi di meritarli?
“Ti amo”, te l’ha detto. E se ti ama, che fai tu? Ti accontenti?
Se ti ama come se tu valessi poco o niente, non è colpa tua che pretendi troppo, è colpa sua che ha detto parole più grandi di lui.
Il “poco” non è abbastanza, non è giusto.
“Mi basterebbe che” non è giusto.
Ti basterebbe per non crollare, ma io ho la certezza che tu sognassi di essere felice qualche tempo fa, e non di restare semplicemente in piedi.
(Fonte: carnaccia)
Chissà se poi l’hai più ascoltato quel CD.
Anche se non è vero.
Anche se fa male.



